Ristorante stellato: si o no?

Chi mi conosce lo sa: amo la buona cucina e mangio… tanto… Il mio ambiente naturale è la trattoria: cucina verace, cibo buono e abbondante! Non disdegno però la cucina un po’ più ricercata anche se mi approccio a quest’ultima sempre con un po’ di scetticismo, considerando soprattutto le quantità dei piatti e il costo da affrontare, solitamente più elevato. In passato siamo stati varie volte a mangiare a La Bandiera e ho sempre apprezzato i piatti (di carne) proposti e la ricerca di abbinamenti sempre nuovi, senza mai alzarmi da tavola ancora affamato.

Da qualche tempo mia moglie desiderava provare un ristorante stellato e in occasione del mio compleanno ha deciso di regalarmi un pranzo a base di pesce al ristorante Al Metrò di San Salvo (una stella Michelin).

Quando si decide di andare un ristorante stellato l’obiettivo non è andare a mangiare, ma scoprire nuovi ingredienti, sapori e abbinamenti, in breve vivere una nuova esperienza. La cura del particolare e del cliente sono linee guida sempre presenti, si notano subito appena varcata la soglia d’ingresso: accompagnare i clienti al tavolo, tenere sempre i bicchieri acqua e vino con la giusta quantità, lo chef che ad intervalli regolari esce a chiedere come procede il pasto, la spiegazione di piatti ed ingredienti sono solo alcuni degli aspetti che rendono il ristorante stellato una esperienza da fare.

Si mangia abbastanza? Si, non ci si alza con la fame anche se le singole porzioni non sono abbondanti ma considerando tutte le portate, a posteriori ci si rende conto che tutto è studiato e ben calcolato, anche per evitare di alzarsi da tavola eccessivamente sazi e poi avere problemi digestivi.

Che vuol dire si va a vivere una esperienza? Significa che non si va a mangiare ma si va a verificare se la ricerca e lo studio di anni che lo chef ha fatto per creare i piatti proposti ha dato, in base ai nostri gusti soggettivi, buoni risultati o meno. Le brevi chiacchierate con gli chef tra una portata e l’altra fanno capire anche quanto studio ci sia sulle materie prime e gli accostamenti proposti, trasmettendo tutta passione profusa nella ricerca. Ovviamente questo tempo e conoscenze va pagato, un po’ come il tecnico che chiede 500€ per risolvere un problema in 5 minuti: non sono pagati i pochi minuti di lavoro ma gli anni di studio che portano a risolvere il problema.

L’esperienza ha un costo e ognuno può affrontarlo più o meno frequentemente in base alle sue disponibilità economiche, ma per gli appassionati di buona cucina è comunque una cosa da fare almeno una volta nella vita (meglio ancora se una volta ogni tanto… ).

Chi potrebbe rimanere deluso? Chi non ama provare nuove pietanze, chi mangia solo alcune cose, chi non ama sperimentare.

Oggi per esempio ho scoperto il ravastrello o ruchetta di mare, una verdura che non avevo mai provato oltre a tanti abbinamenti nuovi… Ristorante Al Metrò consigliatissimo per tutti gli appassionati di enogastronomia! Il piatto che ho preferito? La tartare di ricciola, mandorla, zafferano e pesca con salsa al latte di mandorla, eccezionale a mio gusto.

Voi che esperienze avete? Amate la cucina ricercata dei ristoranti stellati?

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